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martedì 18 maggio 2010

Comiciò ch'era finita

Cominciò ch'era finita, come in tutte le avventure "lorenzacce". Fossi stato il miliardario Schopenhauer, non avrei certo scritto Il mondo come volontà e rappresentazione. Me ne sarei ben guardato: non si nasce per lavorare, spiegarsi, pensare; non si nasce nemmeno a de-pensare, perché anche questo è occuparsi del pensiero. Non si nasce a gestire, all'agire-patire: ci è tutto inflitto dalle circostanze. [...]

Si è costretti all'esserci trafelato: questo piegarsi alla rappresentanza, ai libri, a questa nourriture della quale avrei fatto assolutamente a meno. Non si scampa alla volgarità dell'azione, alla scorreggia drammatica della rappresentazione di Stato. Si è obbligati allo scandalo, quasi fosse la "prima comunione" con l'indifferente prossimo tuo, con l'odiato condominio che non detesterai mai quanto te stesso.


Carmelo Bene
"Autografia di un Ritratto"
da "Opere", Bompiani 1995 [pag. V-VI]

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